C'è in corso una lotta tra:
- favorevoli al petrolio in Abruzzo;
- contrari al petrolio in Abruzzo.
Premesso che il primo punto non mi comprende, la cosa che da due/tre anni a questa parte ha ravvivato la mia abruzzesita' sono le numerose associazioni e comitati costituitisi spontaneamente per fare fronte comune CONTRO gli appartenenti alla categoria di cui al primo punto.
In questi ultimi anni, purtroppo, chi si spende per la tutela e la difesa del territorio viene classificato come "ambientalista", "scassacazzi", "ambientalista scassacazzi" nell'accezione piu' negativa di quello che si pensi. Stai pensando a un'accezione? E' piu' negativa. Dall'altra parte, chi si spende per cercare di inserire l'Abruzzo nella cerchia dei produttori di petrolio è considerato portatore di progresso, di innovazione, insomma un salvatore. Senza di loro saremmo ancora a pascolare le pecore per intenderci.
I mezzi di comunicazione poi non fanno nulla per levigare questi contrasti, lo stile di vita di noi tutti è improntato sul consumo di prodotti che, stringi stringi, si ricollegano all'uso del petrolio e dei suoi derivati per cui è ovvio che tra chi mi propone di godere e chi mi propone di stringere un po' la cinghia a beneficio di questo Pianeta, beh la scelta va da sè...
Va anche da sè, quindi, che gli aderenti al secondo punto già si muovono in un terreno fangoso, in cui le scarpe ti si appiccicano per terra e dove per smuovere un passo ti stanchi il triplo. Quando però nonostante le fatiche riesci ad arrivare anche a qualche traguardo la cosa ti appaga e gratifica. Infatti, gli appartenenti alla seconda categoria sono riusciti, tramite informazione, incontri, la Rete, a creare un opinione tale da spingere gli appartenenti alla prima categoria ad un passo indietro sui loro progetti. Sono riusciti ad ottenere una sospensiva per la costruzione del Centro Oli a Ortona e hanno raccolto consensi entusiasti.
Ciascuna di queste associazioni ha, seppur non iscritti ufficialmente, dei simpatizzanti o comunque qualcuno che sapendole a lavoro si sente un po' piu' al sicuro. Secondo me è la maggior parte.
«Cioè cavolo! Qualcuno si sta muovendo per consentire un futuro libero dal petrolio all'Abruzzo combà! C'è un fronte di associazioni compatto.... eh?»
Eh...
E invece sembrerebbe di no combà! Alcune di queste associazioni si fanno guerre e guerrette tra di loro per la visibilità.
Se leggiamo qui (il commento) e qui (il post) capiamo il perchè di questo lungo preambolo.
Vedete, uno che credeva che ci fosse un fronte comune contro l'avanzata petrolifera e legge 'ste puttanate cosa deve pensare? Che vi azzannate per un comunicato che pure se non si faceva era lo stesso? Che lo fate per la gloria? Non era meglio se certe piccolezze fossero state gestite inter vos o come si dice, senza che la cosa trapelasse all'esterno evidenziando le debolezze interne? Quindi il fronte comune non è piu' comune?
br>Cerchiamo di non sprofondare ancora di piu' in quel famoso fango di cui sopra, basta veramente poco e il rischio di alluvione è molto alto.
"ambientalisti", "scassacazzi" e "ambientalisti scassacazzi" ma pure un po sciocchini... no?

