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lunedì 23 novembre 2009

"Io difendo il territorio" "No! Io lo difendo piu' di te"

C'è in corso una lotta tra:
  • favorevoli al petrolio in Abruzzo;
  • contrari al petrolio in Abruzzo.
Premesso che il primo punto non mi comprende, la cosa che da due/tre anni a questa parte ha ravvivato la mia abruzzesita' sono le numerose associazioni e comitati costituitisi spontaneamente per fare fronte comune CONTRO gli appartenenti alla categoria di cui al primo punto. In questi ultimi anni, purtroppo, chi si spende per la tutela e la difesa del territorio viene classificato come "ambientalista", "scassacazzi", "ambientalista scassacazzi" nell'accezione piu' negativa di quello che si pensi. Stai pensando a un'accezione? E' piu' negativa. Dall'altra parte, chi si spende per cercare di inserire l'Abruzzo nella cerchia dei produttori di petrolio è considerato portatore di progresso, di innovazione, insomma un salvatore. Senza di loro saremmo ancora a pascolare le pecore per intenderci. I mezzi di comunicazione poi non fanno nulla per levigare questi contrasti, lo stile di vita di noi tutti è improntato sul consumo di prodotti che, stringi stringi, si ricollegano all'uso del petrolio e dei suoi derivati per cui è ovvio che tra chi mi propone di godere e chi mi propone di stringere un po' la cinghia a beneficio di questo Pianeta, beh la scelta va da sè... Va anche da sè, quindi, che gli aderenti al secondo punto già si muovono in un terreno fangoso, in cui le scarpe ti si appiccicano per terra e dove per smuovere un passo ti stanchi il triplo. Quando però nonostante le fatiche riesci ad arrivare anche a qualche traguardo la cosa ti appaga e gratifica. Infatti, gli appartenenti alla seconda categoria sono riusciti, tramite informazione, incontri, la Rete, a creare un opinione tale da spingere gli appartenenti alla prima categoria ad un passo indietro sui loro progetti. Sono riusciti ad ottenere una sospensiva per la costruzione del Centro Oli a Ortona e hanno raccolto consensi entusiasti. Ciascuna di queste associazioni ha, seppur non iscritti ufficialmente, dei simpatizzanti o comunque qualcuno che sapendole a lavoro si sente un po' piu' al sicuro. Secondo me è la maggior parte. «Cioè cavolo! Qualcuno si sta muovendo per consentire un futuro libero dal petrolio all'Abruzzo combà! C'è un fronte di associazioni compatto.... eh?» Eh... E invece sembrerebbe di no combà! Alcune di queste associazioni si fanno guerre e guerrette tra di loro per la visibilità. Se leggiamo qui (il commento) e qui (il post) capiamo il perchè di questo lungo preambolo. Vedete, uno che credeva che ci fosse un fronte comune contro l'avanzata petrolifera e legge 'ste puttanate cosa deve pensare? Che vi azzannate per un comunicato che pure se non si faceva era lo stesso? Che lo fate per la gloria? Non era meglio se certe piccolezze fossero state gestite inter vos o come si dice, senza che la cosa trapelasse all'esterno evidenziando le debolezze interne? Quindi il fronte comune non è piu' comune? br>Cerchiamo di non sprofondare ancora di piu' in quel famoso fango di cui sopra, basta veramente poco e il rischio di alluvione è molto alto. "ambientalisti", "scassacazzi" e "ambientalisti scassacazzi" ma pure un po sciocchini... no?

domenica 11 ottobre 2009

L'utilizzatore finale VS la comunista frigida

giovedì 8 ottobre 2009

Sono contento

Sono contento perchè davvero un po della mia diffidenza e paranoia sono state smontate. Un bel vaffanculo all'opposizione-tra-virgolette che ha plaudito e plaudirà alla giustissima sentenza della Corte Costituzionale. Ipocriti che non siete altro, dovreste fare ammenda invece e cospargervi il capo di guano di gabbiano sazio, dovete solo rendervi conto che non è la Corte costituzionale che ci deve salvare. E basta.

Spero solo che le cose tornino a seguire il loro corso naturale.

Un ultima riflessione. Berlusconi persevera con la sua ossessione dei giudici di sinistra (titolo di Repubblica.it):

Berlusconi: "Vado avanti, giudici di sinistra"

Pure la Consulta è di sinistra. Povero... è circondato da cospiratori, destabilizzatori, comunisti... Come fa a dormire la notte?

C'è un auto che entra in autostrada. Ad un certo punto l'autoradio interrompe le trasmissioni: "Avviso agli automobilisti che percorrono il tratto A-B. Un pazzo è entrato in autostrada contromano." Il conducente si vede arrivare macchine contromano che cerca di schivare e pensa: "Un pazzo? Ma qua sono tutti pazzi!"

Buonanotte.


(vignetta di Mauro Biani)

martedì 29 settembre 2009

Vasto Per L'Aquila - Domani

sabato 26 settembre 2009

E' giusto usare la parola "eroi"?

funerali di Stato

A distanza di qualche giorno dall'attentato di Kabul in cui sono morti sei militari italiani, con mente piu' fredda e animi piu' pacati (spero) vorrei riflettere e cercare anche far riflettere, senza spirito di polemica o di contrapposizione ideologica, su questo articolo preso da http://domani.arcoiris.tv/:
È giusto usare la parola “eroi”?
di Paolo Collo
Le parole, tutte le parole, hanno un significato, o per lo meno, lo dovrebbero avere. In questi ultimi giorni, invece, e a proposito della tragedia dell’attentato a Kabul, sono state usate, sui giornali e nei mezzi di comunicazione, in modo assolutamente scorretto e fuorviante. Senza nulla togliere a quei sei poveri paracadutisti che hanno perso la vita facendo il proprio mestiere, e senza nulla togliere ai civili afgani che – pure loro – senza colpa, ci hanno rimesso le penne, sarebbe meglio riflettere proprio sulle “parole” che vengono usate e che ci vengono propinate. Non tanto per noi adulti che, probabilmente, sappiamo distinguere – a volte, non sempre – il vero dal falso, quanto per i cosiddetti “giovani” che forse sono un po’ meno smaliziati di noi.

Definire SOMMESSO un funerale di Stato, trasmesso in diretta, a reti unificate, con la partecipazione di governo e opposizione, col minuto di silenzio e il roboante passaggio dei nove jet delle Frecce Tricolori pare leggermente improprio.

Definire EROI quei sei poveri ragazzi barbaramente assassinati da un kamikaze annulla il significato stesso della parola “eroe”: “uomo famoso per valore e per imprese straordinarie e gloriose; nella mitologia, figlio di un mortale e di un dio” (dal Dizionario etimologico).

Definire ANGELI quei sei paracadutisti grandi e grossi e superaddestrati assassinati da un kamikaze significa assimilarli a dei neonati morti nella culla o a dei bambini periti in un incidente stradale o caduti in fondo a un pozzo.

Tenendo conto che, se eliminassimo le parole “sommesso funerale”, “eroi” e “angeli” dal vocabolario utilizzato per descrivere le recenti esequie e le sostituissimo con “funerale di Stato”, “caduti” e “ragazzi”, nulla toglieremmo a quei sei poveri ragazzi e ci guadagneremmo tutti in serietà e civiltà.
Non ci crederete di sicuro ma questo pensiero io l'ho fatto il giorno stesso dell'attentato, quando su Facebook leggevo i gruppi che contenevano le parole "Onore a" o sui topic delle chat: "altri sei angeli in cielo" o qualcosa del genere e pensavo "ma mo' gli devo rispondere a questi?". Possibile che non si riesca a dare, ad assegnare il giusto significato alle parole che si usano in casi come questo? E la gente non capisca che chi gli fa notare queste fregnacce non lo fa perche' vuole sminuire quello che è successo (almeno non io) bensi' voglia solo dire "uè, se quelli sono eroi allora chi è morto difendendo qualcosa che gli appartiene o che non gli appartiene ma che sente comunque suo e a cui tiene, come si chiama?"
Non lo so, non lo so...
 


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